Mercantour 2013: emozioni in alta quota tra Italia e Francia

Mercantour 2013: emozioni in alta quota tra Italia e Francia

Ore 6.30, Terme Club, Lurisia Terme. È una scena vista più volte, qui a La Canunia di Lurisia, quella della partenza di un trekking, del caricamento dei cavalli sui trailer per il trasferimento verso il luogo di partenza di una nuova avventura, delle facce assonnate ma felici dei partecipanti. Stamattina, però, c’è un’altra componente… il trekking sarà senza assistenza. Protagoniste del viaggio diventeranno quindi le nostre selle e le nostre bisacce, che dovranno contenere tutto il necessario per noi e per i cavalli, compreso il loro cibo per 3 giorni.

 

La strada che ci conduce a Pontebernardo, in Valle Stura, e al luogo di partenza del super trekking, qualche chilometro più in su (Grange del Vallone), sembra dirci che sarà un viaggio “per molti ma non per tutti”: piove a dirotto, ma non sarà sicuramente la pioggia a fermare la nostra impresa. Ore 10.30: Tutto l’occorrente per questa tre giorni è stato caricato sulle nostre cavalcature. Ci accompagna una leggera bruma ma non piove più: siamo pronti a partire. All’appello manca una delle nostre guide, Bruno Ferraris, istruttore Engea. Per lui, l’impresa di oggi parte da un altro paese, con un cavallo e 80 kg di mangime da portare a destinazione, a piedi, tra le montagne. Per i partecipanti al trekk la giornata si sviluppa invece tra il vallone di Stau e l’omonimo colle (2500 mt), il vallone di Forneris e la successiva ascesa al Col du Fer (2586 mt). Da qui, sotto la pioggia, iniziamo la discesa verso il lago di Vens e il rifugio di Vens (2366 mt), che ci ospiterà per la notte. Bruno e Lady sono già là ad attenderci. Il posto è da cartolina, il rifugio è spartano ma il calore con il quale ci attendono i gestori, ed in particolare il piccolo Gaelle, ci porta in una dimensione di convivio e serenità, per una serata che scorre via all’insegna del buonumore.

 

31 agosto 2013: Finalmente il sole ci permette di ammirare il Lago di Vens sotto una luce diversa, e anche il paesaggio che ci circonda, di quelli in cui, per chi ama l’alta montagna, è bello perdersi. Lasciati alcuni dei nostri bagagli più pesanti al rifugio, che ritroveremo la sera, partiamo per la nostra seconda tappa. Il terreno che costeggia i numerosi laghi di Vens è spettacolare quasi quanto il panorama ma molto difficile, composto per lo più da pietraie, che però i nostri cavalli, di sicura esperienza, passano senza problemi. Dopo questa prima parte, iniziamo a percorrere il Chemin de l’Energie: un sentiero bellissimo, pressoché sempre in quota, con un panorama mozzafiato; vietato guardare verso valle per chi soffre di vertigini! Continuando sul Chemine, attraversandone le piccole gallerie magistralmente ricavate dalla roccia, raggiungiamo l’alta Valle del Tinee e il Plas de Tenibre, dove consumiamo il nostro pranzo. Una breve visita ad una galleria franata, ed è già ora di rientrare verso il rifugio di Vens, con un percorso in cui abilità fisica di cavallo e cavaliere si mescolano e rendono facile anche ciò che facile non è. La sera al rifugio è accompagnata da una miriade di stelle, perché in un trekking di alta montagna anche gli elementi naturali fanno parte dell’esperienza che si vive.

 

1 settembre 2013: Lasciato a malincuore il rifugio di Vens, e sapientemente ricaricati i cavalli con tutti i nostri (e i loro) bagagli, ripartiamo. Raggiunto in sella il Colle del Ferro, iniziamo la discesa nel vallone di Forneris, che ci porta entro la fine della mattinata nell’antichissimo e caratteristico borgo di Ferrere. Oggi il pranzo al sacco viene sostituito da un più che lauto convivio presso il rifugio dei Becchi Rossi. Visitato il museo della tradizione occitana, ricavato in una tipica abitazione del paese, siamo pronti a ripartire. Prima su sentiero, e poi su strada sterrata, arriviamo alla strada del Colle della Maddalena, che segna la fine delle nostre fatiche e il ritorno con i mezzi verso Lurisia.

 

Come sempre, al termine di ogni viaggio a cavallo di questo tipo, il bilancio non può che essere positivo, e la mente già divaga e pensa alla prossima impresa. Un ringraziamento, doveroso come al solito, va ad Andrea a Bruno Ferraris, che ancora una volta hanno saputo emozionare chi ha condiviso con loro questa avventura. Il secondo ringraziamento va a dei cavalli eccezionali, e a dei cavalieri che sanno “fare gruppo”; grazie a Francesco, Luciano, Ennio, Francesca, Federica, Giorgia, Chiara, Marco, Consuelo, Waltraud, Francesco, Giorgio. Alla prossima avventura!

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