a cavallo in valle pesio

Trekking Monte Rosa

 

 

Un’esperienza indimenticabile per pochissimi eletti

Trekking a cavallo del Monte Rosa 28-29-30-31 agosto 2011

“A un passo dalle nuvole..” titolava una famosa canzone…Ed è proprio lì che siamo arrivati in questo trekking di fine agosto. Ai piedi dei ghiacciai del Monte Rosa. A 3000 mt di altitudine. A un passo dalle nuvole. Un trekking duro, fisicamente impegnativo per cavalli e cavalieri, ma del quale, a dispetto della fatica, restano solo gli splendidi ricordi dell’impresa compiuta.

Monte RosaLa prima tappa del viaggio prende vita alle 6.00 della mattina del 28 agosto dal maneggio La Canunia di Lurisia Terme. Caricati i cavalli su trailer e camion, e attrezzato il fuoristrada che fornirà da assistenza lungo tutto il tragitto, partiamo alla volta di Gressoney St. Jean, punto di partenza e arrivo del trekking. Ore 10.30: Pronti a partire, 11 cavalli, 1 mulo, e 12 cavalieri:

Le Guide Certificate: Enio di Pontinvrea - Luigi di Domodossola - Chiara di Genova - Anastasia di Trieste - Marta di Mondovì;

Le Guide di primo livello: Francesca di Lecco - Silvia di Milano - Franco di Torino;

Il cavaliere e le amazzoni: Luciano di Torino - Giorgia di Torino - Magda di Chiusa Pesio.

Guidati e assistiti dall’esperienza di Bruno e Andrea Ferraris, istuttori E.N.G.E.A. e autori, nei mesi scorsi, di un attento sopralluogo sul percorso. La salita sopra il paese di Gressoney ci fa subito capire che si tratta di un trekking “non per tutti”: gradoni, passaggi stretti e tecnici non ci impediscono di ammirare il panorama, che si fa sempre più “montano”, ma con uno sguardo attento alla cavalcatura.

Pausa pranzo, e nel pomeriggio continua la salita, in parte in sella e in parte a piedi, che ci porta in quota fino alla diga del Gabiet. Ancora un po’ di attenzione sul sentiero che costeggia il lago formato dalla diga, ed ecco il rifugio Gabiet, a 2350 mt di altitudine, nostra prima tappa per la nottata. Il calore del rifugio, e della grolla valdostana, contribuiscono a farci passare una piacevole serata. Per i cavalli, coperta normale e coperta impermeabile…perché l’altitudine si fa sentire anche per i nostri compagni di viaggio!

Monte RosaUno splendido sole ci accoglie la mattina della seconda giornata; la tappa non è lunga, ma la mattinata ci porta in alto…a un passo dalle nuvole. Saliamo infatti verso i ghiacciai del Monte Rosa, l’Indren e del Lys. Il paesaggio e l’aria che si respira non lasciano dubbi sul fatto che siamo a quasi 3000 mt di altitudine. Il ghiacciaio si è in parte ritirato, lasciando spazio ad una pietraia da paesaggio lunare. Ci è impossibile proseguire ancora a cavallo, ma non senza le foto di rito “in vetta” con il rifugio Mantova poco sopra di noi. Il pomeriggio è dedicato alla discesa fino all’alpe Indren, per poi raggiungere il nostro secondo posto tappa, il nuovissimo rifugio Orestes Hutte, a circa 2500 mt di altitudine. I nostri bagagli sono già a destinazione, giunti grazie ad una teleferica. Una splendida camerata in legno accoglie il nostro riposo dopo una ricca cena, mentre i nostri amici cavalli trovano giaciglio nella conca antistante il rifugio…in compagnia di una volpe d’altura!

Il terzo giorno, l’ascesa lungo gli impianti di risalita ci porta fino al Colle d’Olen, a 2881 metri, dove inizia il Parco Naturale dell’Alta Valsesia. Lasciata la strada, imbocchiamo una mulattiera e raggiungiamo il rifugio Guglielmina. Di qui iniziamo un lungo tratto di discesa, al solito impegnativa, ma in questo trekking non c’è spazio per la parola “facile”. La pausa pranzo, nelle vicinanze della funivia di Alagna, ci costringe ad indossare maglie e giacche per un istante, ma un corroborante caffè preparato col fornello a meta ci dà la giusta energia per affrontare la discesa del pomeriggio che, lungo il sentiero Walser del tour del Monte Rosa ci porta ad Alagna, caratteristico paesino a 1186 mt, dove trascorreremo la serata e la nottata, ospiti dell’albergo Indren.

Monte RosaE fu sera e fu mattina… Eccoci al quarto giorno. La sveglia e la partenza anticipata rispetto alle altre tappe sono il giusto preludio di una quarta tappa lunga ed impegnativa. Si parte dunque in direzione di Riva Valdobbia, da dove inizia la lunga salita della Val Vogna. Ca di Janzo (1354 mt slm) e Sant’Antonio sono le ultime realtà abitative raggiungibili in auto, dopodiché sulla nostra strada solo villaggi Walser, testimonianza di una già evoluta cultura del passato che viene tutt’oggi mantenuta viva. I metri di dislivello per raggiungere il Colle di Valdobbia (2480 mt slm) sono 1380: la fatica si fa sentire, nelle gambe e nella testa, ma massima è la soddisfazione quando raggiungiamo l’Ospizio Sottile, il primo rifugio delle Alpi, costruito nel 1400 a ben 2500 mt. Inizia la discesa, e dopo una veloce pausa pranzo ci aspetta il tratto più impegnativo, una stretta mulattiera all’interno di un bosco, da affrontare ovviamente a piedi redini alla mano. I cavalli, avvezzi alla montagna e a passaggi stretti, ci seguono bene e, trascorsa poco più di un’ora, intravediamo l’abitato di Gressoney. Una sorta di “passerella” all’interno del paese, poi un facile sterrato ci conduce ai nostri mezzi di trasporto. Si rientra a Lurisia, a Torino, Milano, alla propria routine. Ma intanto siamo stati lì, a un passo dalle nuvole..

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA IMPRESA

Giorgia Ferrero

 

Galleria fotografica

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Trekking a cavallo: MONTE ROSA 2006

Super trekking dalla Valle d’Aosta alla Val Sesia in tre giorni, sfiorando i ghiacciai e ritorno passando per la Val Vogna, attraverso i villaggi “VALSER” minoranze etniche ancora ben presenti in queste valli meravigliose. >> Leggi tutto

Monte Rosa

 

 
 

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